A
Attualità
Attualità, 20/2017, pag. 612

A. Sarchi, La notte ha la mia voce

Domenico Segna

Un romanzo sulla «sopravvivenza» che ha – è la stessa Sarchi ad evidenziarlo – come suo riferimento principale Se questo è un uomo di Primo Levi, pur con le dovute differenze. Siamo, infatti, dinanzi all’obbligo di rieducarsi mentalmente e, al contempo, di rieducare il proprio corpo su una condizione umana che metaforicamente ci accomuna. Ne parliamo con l’autrice.

 

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2021-2

S. Morandini, Cambiare rotta

Il futuro nell’Antropocene

Domenico Segna

Morandini, nel suo saggio, dopo aver esaminato i modelli classici di etica ambientale, e avere riflettuto sul pensiero di Hans Jonas, espresso ne Il principio di responsabilità, cogliendovi i limiti dell’analisi in essa contenuta, mette in evidenza ciò che esige il presente disfacimento socio-ambientale: un «puntuale quotidiano discernimento delle diverse forme del nostro agire, quello personale e quello sociale, ma anche quello che si esprime nella dinamica dell’innovazione tecnica, con i suoi impatti e le sue diverse dimensioni».

 

Attualità, 2020-22

G. Forni Rosa, Leggere Rousseau

Antropologia, politica, religione

Domenico Segna

Guglielmo Forni Rosa, frequentatore assiduo dell’opera russoviana, letta inizialmente sotto l’influenza di Lévi-Strauss, in questo volume sceglie di presentare Rousseau attraverso un dizionario delle sue idee: amore, bontà naturale, coscienza, cristologia, libertà, ragione, religione civile, teodicea, volontà generale.... Egli lo insegue nelle sue evoluzioni, nelle costanti e nelle radicali trasformazioni di coppie tematiche di assoluta importanza quali natura-cultura, amore di sé-amor proprio, essere-apparire.

Attualità, 2020-20

G. Giorello, P. Donghi, Errore

Domenico Segna

In questa ricerca, fondamentale è la categoria dell’errore. Non a caso s’intitola così il libro di Giorello e Pino Donghi, ponendo quest’ultima come conditio sine qua non per qualsiasi cammino della conoscenza che si voglia tale. Quell’animale bipede implume denominato homo sapiens è, infatti, caratterizzato dal pensare inteso come l’autentico fattore umano, vale a dire come caratteristica specifica della specie umana tesa all’esplorazione di quell’infinito laboratorio chiamato mondo.