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Attualità
Attualità, 14/2017, 15/07/2017, pag. 435

Riforma della Chiesa - Il Vangelo, la Chiesa, il tempo

Severino Dianich

Il mondo sta vivendo, come dice papa Francesco, non un’epoca di cambiamenti, ma «un cambiamento d’epoca». Così tutti i credenti dovrebbero «interrogarsi sulla forma che la Chiesa dovrebbe darsi, per essere all’altezza della sua missione», afferma Severino Dianich. Infatti, «non sono solo in gioco le strategie tradizionali dell’attività pastorale, bensì la stessa forma Ecclesiae, nel senso del suo modo d’essere e stare nel mondo: è un problema che tocca la sua stessa sostanza, perché viene a determinare di sé tutta la sua missione». Il «discernimento della volontà di Dio sul proprio essere e sul proprio operare», su cui s’insiste tanto negli interventi del pontefice e di cui «godiamo di una plurisecolare e sovrabbondante letteratura (…) dal punto di vista della vita personale del singolo cristiano», non è stato tanto frequentato dalla teologia per quanto riguarda la «forma vitale, sempre nuova, che la Chiesa è chiamata a darsi» in vista della «continua riforma della quale essa, in quanto istituzione umana e terrena, ha sempre bisogno».

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Chiesa, carismi e sinodalità: attraversati dalla storia

Severino Dianich

Perché la sinodalità ha come fondamento la Chiesa intesa come popolo di Dio? Perché – afferma S. Dianich – essa «pone immediatamente al centro della riflessione la missione e il suo soggetto.

Tutti i fedeli ne sono responsabili, destinati, ciascuno con le sue singolarità, a convergere nell’unico soggetto collettivo che ne è il portatore, il popolo di Dio». Tuttavia mentre i «ruoli particolari» sono stati definiti anche dal punto di vista canonistico «con acribia», quello dei fedeli laici «in maniera del tutto generica». Per questo occorre una «teologia dei carismi» che ridica a «ogni credente che se egli non ci fosse tutta la Chiesa sarebbe diversa».

Un altro modo per declinare la questione della sinodalità è considerarla dal punto di vista ecumenico: come mostra H. Legrand, il dialogo tra cattolici ortodossi pone le due Chiese di fronte al rapporto tra sinodalità e primato, che è per entrambe problematico. Per quelle ortodosse, perché la sinodalità sta prevalendo sulla comunione gerarchica; per quella cattolica, il contrario. E così, il dialogo ecumenico, spingendo ciascuna Chiesa a una riforma interna sempre più necessaria, si mostra molto più centrale di quanto in realtà è considerato.

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Chiesa - Ministeri e laici: i carismi dei fedeli comuni

Severino Dianich

Nonostante sia stato spesso denunciata, stenta a morire anche l’idea che le istituzioni della Chiesa nulla abbiano a che fare con i carismi, e che l’attività carismatica sia ovviamente estranea o contrapposta alle attività istituzionali della Chiesa. Per smentirla basta ricordare che le istituzioni fondamentali della Chiesa sono basate sui sacramenti del battesimo, dell’ordine e del matrimonio, che sono azione divina nel cuore dell’uomo, tesa a trasformarlo dotandolo di una grazia specifica, cioè di un carisma.