A
Attualità
Attualità, 14/2017, 15/07/2017, pag. 421

M. Larrimore, Il Libro di Giobbe

Piero Stefani

Presso la Princeton University Press da qualche anno sta uscendo la collana «Lives of Great Religious Books». Si tratta di un approccio originale che affronta «biograficamente» la vita di alcuni grandi testi religiosi di varia provenienza culturale, geografica e storica a partire dalla loro nascita per giungere fino al giorno d’oggi. In italiano finora è stato tradotto da Il Mulino il volume di Ronald Hendel dedicato alla Genesi; ora segue quello, a nostro parere meglio riuscito, di Mark Larrimore (docente di Studi religiosi alla New School for Liberal Arts di New York) dedicato al libro di Giobbe. 

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2021-2

Il Dante dei papi

Il rapporto tra teologia e poesia

Piero Stefani
Anno dantesco il 2021. Lo fu, va da sé, anche il 1921 e lo fu pure il 1965 nel quale si ricordava il 7o centenario della nascita del «sommo poeta». L’uno e l’altro centenario furono contraddistinti da documenti ufficiali dei due papi di allora, rispettivamente Benedetto XV e Paolo VI. Nel 1921, il 30 aprile, Benedetto XV dedicò alla ricorrenza una breve lettera...
Attualità, 2020-22

Un grano di carità. Natale 2020

Piero Stefani
Una ventina di anni fa, sul New York Times apparve un articolo stando al quale le feste di dicembre venivano considerate fonte d’angoscia per molte coppie provenienti da tradizioni religiose diverse.1 I due decenni trascorsi hanno probabilmente attenuato questo tipo di cruccio. I matrimoni caratterizzati da incroci di natura etnico-culturale-religiosa aumentano ovunque, mentre le coppie e i comportamenti...
Attualità, 2020-22

M. Ricciuti, P. Urciuoli (a cura di), Ospitalità eucaristica

In cammino verso l’unità dei cristiani

Piero Stefani

Siamo di fronte a un testo più articolato e vario di quanto, a prima vista, lasci intendere il titolo. La formulazione adottata è chiaramente orientata in senso propositivo. Il suo scopo è di indicare che l’ospitalità eucaristica è già normalmente possibile; si prendono perciò le distanze dalla clausola secondo la quale la condivisione dell’eucaristia/santa cena sia inseparabilmente legata al conseguimento di una piena e visibile comunione ecclesiale. Praticare l’ospitalità eucaristica si colloca infatti sulla via; più esattamente essa è prospettata come una modalità per raggiungere più sollecitamente la meta. Questa costellazione di significati è senza dubbio presente nel libro, tuttavia il volumetto è ricco di molti altri aspetti.