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Attualità
Attualità, 14/2017, 15/07/2017, pag. 432

Indonesia - Chiesa cattolica: proteste

Stefano Vecchia

Due diverse situazioni hanno segnalato di recente in Indonesia il disagio di esponenti del clero e del laicato verso responsabili ecclesiastici. Marginali forse rispetto a un Chiesa che conta circa 8 milioni di fedeli su 260 milioni di abitanti in maggioranza musulmani, organizzata in 30 circoscrizioni ecclesiastiche in un arcipelago di 17.000 isole. Tuttavia, sufficiente la prima (la denunciata appropriazione di denaro da parte del vescovo di Ruteng) ad attivare l’attenzione dell’arcivescovo Antonio Guido Filipazzi nunzio apostolico uscente; la seconda a spingere i vescovi delle estreme diocesi orientali, chiamati direttamente in causa, a un impegno concreto per i gruppi meno favoriti della popolazione.

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Santa Sede - Vietnam: l’accordo

Stefano Vecchia

Dopo due giorni di colloqui, il 23 agosto le delegazioni della Santa Sede e del governo vietnamita hanno comunicato d’avere raggiunto l’accordo per la designazione di una rappresentanza permanente in Vietnam «in vista dell’apertura della sede alla prima data possibile».

 

Attualità, 2019-16

India - Siro-malabaresi: un cardinale dimezzato

Stefano Vecchia

Il Vaticano ha approvato il 30 agosto il nuovo regime amministrativo della Chiesa di rito siro-malabarese, una comunità di 3,5 milioni di fedeli del principale rito orientale presente in India in 35 diocesi, e in 4 fuori dal paese. La decisione è stata presa dal Sinodo dei 57 vescovi siro-malabaresi, riunito dal 19 al 30 agosto a Kakkanad, presso Kochi, che aveva all’ordine del giorno una grave crisi, in corso da tempo, con pesanti conseguenze per la comunità.

 

Attualità, 2019-14

Asia - Myanmar: no alla diga

Stefano Vecchia

Concentrato sulla situazione dello Stato occidentale di Rakhine (Arakan), scosso da violenze interetniche e spopolato della minoranza rohingya per la brutale repressione militare; sconcertato dall’apparente divergenza della leader Aung San Suu Kyi dalle posizioni che le avevano fatto meritare il premio Nobel per la Pace nel 1991, il mondo sembra avere dimenticato i drammi che lo sviluppo – per decenni limitato e gestito in favore delle forze armate – ha portato a un paese dalle grandi potenzialità ma ancora oggi diviso da troppi interessi in conflitto.