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Attualità
Attualità, 14/1997, 15/07/1997, pag. 433

Il papa e Graz

L. A.

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Documenti, 2020-3

La pastorale e il suicidio assistito

I vescovi e gli abati territoriali della Svizzera

«Assistere i malati non è una fra le possibilità dell’agire cristiano, bensì una delle opere di carità che Cristo stesso ha compiuto e comanda di compiere…, per conformarsi al Padre traboccante di misericordia». Dal momento dunque che la Chiesa cattolica è contro il suicidio assistito, come può svolgere il suo compito pastorale di accompagnare le persone che prendono in considerazione tale passo? È la domanda che si pone il documento Atteggiamento pastorale di fronte alla pratica del suicidio assistito. Orientamenti pastorali, pubblicato il 5 dicembre dopo l’Assemblea plenaria dell’episcopato elvetico (Lugano, 2-4 dicembre).

Visto lo sviluppo che la pratica del suicidio assistito sta prendendo in Svizzera, «è urgente che la Chiesa proponga il messaggio del Vangelo della vita in una maniera nuova e adeguata, e che proclami la presenza e l’opera del Dio della vita». Senza giudizi sul «cuore di ciascuno», viene evidenziato come la domanda di suicidio nasconda una profonda domanda di cura; quindi, ribadendo senza ombre di dubbio il giudizio sull’atto, si aiuta il discernimento degli operatori pastorali su decisioni quali la presenza o meno a fianco del malato nel momento dell’assunzione dei farmaci letali o l’amministrazione dei sacramenti.

Attualità, 2019-22

E. Loewenthal, Nessuno ritorna a Baghdad

Giancarlo Azzano

Il romanzo si può leggere attraverso la lente della simbologia biblica. La trama del racconto è la diaspora dei componenti d’una famiglia ebraica, che si svolge in un ambiente internazionale: New York, Londra, Madrid, Milano, Tel Aviv...: «Siamo tutti uomini e donne d’aria, capaci di volare in giro per il mondo senza rimpianti, senza mai guardarsi indietro (…) Quello che conta è vivere, non ricordare. Perché i ricordi più sono dolci più male fanno all’anima e al corpo» (112).

 

Attualità, 2019-16

G. La Pira, G.B. Montini, Scrivo all’amico

Carteggio (1930-1963)

Giancarlo Azzano

Le lettere che i due esponenti della vita politica ed ecclesiale si sono scambiati dal 1930 al 1963 mettono in luce la loro diversa personalità, ma anche sensibilità religiosa. La Pira, impegnato nel sociale e nella politica nazionale e internazionale; Montini, uomo delle istituzioni ecclesiastiche e attento e prudente interlocutore della vita politica. Nelle loro missive rivelano grande amicizia e stima reciproca, espresse sempre in un linguaggio formale.