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Attualità
Attualità, 4/1984, 15/02/1984, pag. 54

Dopo il concordato le intese. Le libertà religiosa quarant'anni dopo

L. P.

Leggi anche

Attualità, 2020-12

A. Valerio, Maria Maddalena

Equivoci, storie, rappresentazioni

Marinella Perroni

L'a. ha avuto ragione ad accettare di pubblicare un nuovo studio su Maria Maddalena e di farlo su una collana che porta il titolo «Farsi un’idea», che ha cioè il merito d’avvicinare il grande pubblico a questioni che potrebbero sembrare di laboratorio, riservate cioè a pochi studiosi e ai loro dibattiti accademici, e che hanno invece pesantemente influenzato il pensare e il vivere di un’intera tradizione religiosa.

Documenti, 2020-11

Evitare una tragedia in Amazzonia

Rete ecclesiale panamazzonica (REPAM)

La tragedia «umanitaria e ambientale» che sta vivendo l’Amazzonia, a causa sia della pandemia di COVID-19, sia dell’azione predatoria a cui è sottoposta profittando del particolare momento, ha spinto il Comitato direttivo della Rete ecclesiale panamazzonica (REPAM), di cui è presidente il card. Cláudio Hummes, a pubblicare il 18 maggio scorso un comunicato che invita l’intera società civile, la Chiesa cattolica, le confessioni e religioni che hanno a cuore la cura del creato, le istituzioni internazionali per i diritti umani, la comunità scientifica, gli artisti e tutti gli uomini di buona volontà a unire i propri sforzi. Siamo in «una situazione di emergenza che preoccupa enormemente», scrive il segretario esecutivo Mauricio López Oropeza, presentando il testo: «I popoli indigeni hanno un tasso di mortalità molto più alto del resto del mondo e della regione», perché hanno una protezione immunologica inferiore, minore accesso al sistema sanitario «e sono in molti modi abbandonati dallo stato». La REPAM «prende posizione», prosegue López, con un comunicato elaborato soprattutto grazie «alle informazioni che arrivano quotidianamente da una Chiesa impegnata, che si sta giocando la vita».

Documenti, 2020-9

Guardando al dopo-coronavirus

CEI – Consiglio episcopale permanente, sessione primaverile (16 aprile 2020)

Portiamo «nel cuore i defunti, i malati, quanti si stanno spendendo per alleviare le sofferenze della gente… Nello stesso tempo, guardiamo al dopo-emergenza, con uno sguardo di speranza e di prospettiva»: così si sono espressi i vescovi radunati il 16 aprile scorso in teleconferenza, in un Consiglio permanente nuovo nelle modalità con cui si è tenuto, ma senza novità rilevanti. «Sofferenza e crisi segneranno gli anni a venire». E l’esperienza del COVID-19, «impensabile e impensata, non è ancora conclusa e continua a preoccupare». I vescovi si sono limitati a osservare che occorre che l’approfondimento di tutti questi temi sia effettuato nelle conferenze episcopali regionali per arrivare nel prossimo Consiglio permanente di settembre ad «allargare l’orizzonte degli Orientamenti pastorali… all’attualità di queste settimane. Il tema della “gioia del Vangelo” al centro del documento – è stato osservato – va posto in relazione a questo momento di sofferenza e di crisi». Altre decisioni sono state prese, come quella di rimandare a novembre l’Assemblea generale di maggio, di celebrare la messa crismale entro Pentecoste, di mantenere in carica sia i vicepresidenti dell’area Nord e dell’area Centro sia i presidenti delle Commissioni episcopali, di approvare la ripartizione dei fondi dell’8 per mille «per corrispondenza».