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Attualità
Attualità, 14/1984, 15/07/1984, pag. 348

I preti statalizzati

R. P.

Leggi anche

Documenti, 2019-19

Orientamenti pastorali sulla tratta

Dicastero per lo sviluppo umano integrale - Sezione migranti e rifugiati

Sono stati presentati il 17 gennaio scorso nella Sala stampa vaticana gli Orientamenti pastorali sulla tratta di persone, messi a punto dalla sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per lo sviluppo umano integrale. Il documento, pubblicato in un opuscolo di 36 pagine, si propone di «fornire una chiave di lettura della tratta e una comprensione che diano ragione e sostegno a una lotta necessaria e duratura». Il testo, dopo aver considerato la definizione giuridica della tratta di persone secondo la legge internazionale, è articolato successivamente in dieci sezioni che analizzano la cruda realtà del fenomeno. Viene quindi suggerita una serie di risposte, alcune delle quali favoriscono, in particolare, la cultura dell’incontro. Questi Orientamenti pastorali, frutto di due consultazioni con vescovi, coordinatori pastorali, ricercatori, operatori professionisti e rappresentanti di organizzazioni impegnate in questo settore, «sono indirizzati alle diocesi, alle parrocchie e alle congregazioni religiose, alle scuole e alle università, alle organizzazioni cattoliche e altre organizzazioni della società civile e a qualsiasi altro gruppo disponibile a impegnarsi in questo campo».

Documenti, 2019-13

Per una riconciliazione nazionale

Lettera pastorale dei vescovi cattolici dell’Eritrea

«Come uscire dal circolo vizioso in cui ci stiamo da tempo dimenando? Pace e riconciliazione! Ecco il primo e più alto punto da cui partire». Di fronte al protrarsi di una crisi generale, che da tempo porta i giovani a «scrutare l’orizzonte in cerca di una via di fuga, quale che sia e purché sia» (cf. anche il documento sulle morti in mare, Regno-doc. 15,2014,506), i vescovi cattolici dell’Eritrea hanno pubblicato il 28 aprile, in occasione della Pasqua del rito copto alessandrino cattolico, una lettera pastorale intitolata «Pace ai lontani, pace ai vicini (Ef 2,17)». Appello per una riconciliazione nazionale.

In essa, guardando anche all’esperienza vissuta dal Sudafrica dopo la fine dell’apartheid, si propone l’avvio di un processo di «verità e riconciliazione», poiché l’accordo di pace siglato da Etiopia ed Eritrea il 9 luglio 2018 ha riacceso le speranze di superare questa situazione. «Solo un percorso che si radichi intimamente nei supremi valori della verità e della riconciliazione può renderci capaci di trovare la strada verso la tanto ricercata via d’uscita, di curare le ferite della memoria e di “sostituire” i sentimenti negativi con i valori più elevati della nostra umanità e delle nostre fedi religiose».

Documenti, 2019-11

Due secoli di concordati

Card. Pietro Parolin, segretario di stato vaticano

Il 28 febbraio e il 1° marzo si è svolto, alla Pontificia università gregoriana, un congresso internazionale sul tema «Gli accordi della Santa Sede con gli stati (XIX-XXI secolo). Modelli e mutazioni: dallo stato confessionale alla libertà religiosa». I lavori sono stati aperti dalla Prolusione del cardinale segretario di stato Pietro Parolin, il quale nel suo discorso intitolato Concordia e concordati ha offerto un contributo per una «comprensione il più possibile ampia e approfondita degli accordi di diritto internazionale che sono stati firmati tra la Santa Sede e gli stati sulla posizione e sullo statuto giuridico della Chiesa in un determinato paese e che hanno spesso assunto la forma di concordati e convenzioni similari. Essi vengono presi in esame non solo alla luce delle pratiche diplomatiche, ma anche per quanto riguarda le dinamiche politico-religiose globali dal XIX al XXI secolo».

Dopo aver inquadrato la libertà religiosa come fondamento e limite dei concordati, e aver rilevato l’importanza che ricopre l’episcopato locale nell’elaborazione e stipula degli accordi, il capo della diplomazia vaticana si è interrogato sull’esistenza di un presunto «modello concordatario» e sulla necessità, per la Santa Sede, di raggiungere concordati con gli altri stati, chiudendo la sua riflessione con un accenno agli accordi multilaterali di cui è parte la Sede apostolica.