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Attualità
Attualità, 12/1982, 15/06/1982, pag. 262

Quel filo che han tessuto gli «esterni»

G.T.

Leggi anche

Attualità, 2019-18

Politica in Italia: populismo e crisi della democrazia

Paolo Segatti

Quando, all’indomani delle elezioni politiche del 2018, definimmo il crollo dei due maggiori schieramenti protagonisti del ventennio 1994-2013 «Il cataclisma e l’apocalisse» (Regno-att. 8,2018,193), intendevamo non solo connotare la vastità traumatica del cambiamento, bensì anche la sua qualità. Quello che è successo poi con le elezioni europee del 2019 ha confermato la portata e la profondità della trasformazione avvenuta. Il collasso del sistema precedente rivelava un orientamento elettorale (ma più ampiamente culturale, sociale e politico) inatteso. La direzione presa dagli italiani era quella di premiare una formazione di «sconosciuti», i 5 Stelle, e una formazione di «marginali», la Lega di Salvini. Entrambe le formazioni sono accomunate dall’uso di retoriche populiste di dubbia garanzia democratica. Il salto nel buio degli italiani è da valutare anche in connessione con il crollo della classe politica precedente.

Scopo di questo dossier è quello di evidenziare il legame tra populismo e crisi della democrazia. Il caso italiano, che non è isolato in Europa, può essere descritto come paradigmatico della crisi della democrazia.

Attualità, 2019-12

Europa - Elezioni 2019: la tenuta

Contenuto il fronte anti-europeo, un’Italia in controtendenza

Paolo Segatti

Le elezioni per il Parlamento europeo del 26 maggio scorso hanno rappresentato una sorpresa. In passato a ogni elezione la partecipazione elettorale è sempre stata non solo minore di quella delle elezioni per il Parlamento nazionale, ma anche in costante calo. Stavolta invece è risalita rispetto a quella delle elezioni del 2014 in 20 paesi su 28 dell’Unione. In alcuni è risalita di molto; tra questi sono numerosi i paesi dell’Europa dell’Est.

 

Documenti, 2019-7

«No» al Decreto sicurezza

Mons. Douglas Regattieri e i direttori delle 15 Caritas diocesane dell’Emilia-Romagna

Un documento per ribadire «la ferma decisione di metterci dalla parte degli ultimi e dei più svantaggiati che bussano alle nostre porte»: a firmarlo è il vescovo della diocesi di Cesena-Sarsina Douglas Regattieri, delegato della Conferenza episcopale regionale per il Servizio della carità, insieme ai direttori delle 15 Caritas diocesane della regione, ed è stato reso pubblico il 12 febbraio. Un testo che, in maniera esplicita, giudica negativamente il cosiddetto «Decreto sicurezza», cioè le Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale, immigrazione, sicurezza pubblica, fortemente volute dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e approvate definitivamente il 28 novembre 2018.

Il Decreto sicurezza secondo i vescovi emiliano-romagnoli porta a «un atteggiamento vessatorio nei confronti di persone a cui si imputa il torto di essere straniere e povere, le quali saranno condannate a maggiore precarietà e marginalità, a danno di tutta la cittadinanza». I firmatari sostengono l’iniziativa dei sindaci e dei presidenti regionali che hanno promosso il ricorso alla Corte costituzionale, ma invitano anche a non rimanere inerti e mettere in atto una sorta di «obiezione di coscienza» a un decreto che non tutela la vita delle persone. L’auspicio è che si intraprendano altri percorsi, come lo «studio di strumenti giuridici e amministrativi che permettano l’accompagnamento alla legalità delle persone che incontriamo».