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Attualità
Attualità, 12/1982, 15/06/1982, pag. 282

Il dopo-concilio a Parma

L.P.

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Documenti, 2020-13

Un partenariato tra Europa e Africa

Card. Jean-Claude Hollerich SJ, card. Philippe Nakellentuba Ouédraogo, presidenti di COMECE e SCEAM

Uno dei punti programmatici della presidenza von der Leyen della Commissione europea è il rafforzamento di una collaborazione solida e reciprocamente proficua tra l’Europa e l’Africa, motivo per il quale è previsto per l’autunno di quest’anno il 6° Vertice tra l’Unione Europea e l’Unione Africana (uno dei grandi interlocutori esclusi dal precedente Accordo di Cotonou). In vista di tale appuntamento, per contribuire alle scelte della leadership politica gli episcopati dei due continenti il 10 giugno hanno pubblicato un comunicato congiunto, firmato dal card. Jean-Claude Hollerich SJ, presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea, e dal card. Philippe Nakellentuba Ouédraogo, presidente del Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar, dal titolo Per un partenariato tra i nostri continenti incentrato sulle persone, equo e responsabile. «Fiorisca il giusto e abbondi la pace» (Sal 72).

Gli episcopati chiedono che il partenariato non sia una nuova «corsa all’Africa» ma abbia come obiettivo «lo sviluppo umano integrale, l’ecologia integrale, la sicurezza e la pace per le persone e l’attenzione ai migranti». Per esempio, occorre «smettere di ravvivare i conflitti nel continente africano attraverso esportazioni di armi europee incoerenti, non trasparenti e irresponsabili, e adottare misure efficaci contro il commercio illecito di armi».

Attualità, 2020-6

Chiesa - Donne: non perdo la speranza

Intervista ad Anne-Marie Pelletier

Philippe Clanché

La questione femminile nella Chiesa dal punto di vista della biblista francese Anne-Marie Pelletier, docente di Sacra Scrittura ed Ermeneutica biblica. 

Documenti, 2020-1

Conversione ecologica: è urgente

Conferenza dei vescovi cattolici delle Filippine

«Le Filippine, essendo un arcipelago, sono esposte ai disastri indotti dal clima… Occupiamo il secondo posto fra i paesi maggiormente esposti ai rischi di disastri naturali a livello mondiale». L’episcopato cattolico delle Filippine è stato uno dei primi ad abbracciare l’impegno sulla questione ecologica come questione di giustizia e di responsabilità cristiana, già dagli anni Ottanta, con le lettere pastorali che denunciavano gli effetti dannosi delle attività minerarie e dell’insicurezza idrica, e le loro conseguenze catastrofiche soprattutto dato l’alto tasso di povertà nelle Filippine.

La lettera pastorale Un appello urgente per la conversione ecologica, speranza davanti all’emergenza climatica, pubblicata il 16 luglio, innesta questa «dimensione essenziale del nostro ministero pastorale» nel solco del magistero di papa Francesco, che con l’enciclica Laudato si’ del 2015 ha chiesto un riesame dei modelli dello sviluppo globale, a servizio del bene comune. L’episcopato filippino, nella parte finale del documento, articola una serie di azioni ecologiche concrete, d’impatto sia politico sia pastorale.