A
Attualità
Attualità, 12/1982, 15/06/1982, pag. 277

Il celibato dopo l'esperienza pastorale

R.P.

Leggi anche

Documenti, 2020-11

Evitare una tragedia in Amazzonia

Rete ecclesiale panamazzonica (REPAM)

La tragedia «umanitaria e ambientale» che sta vivendo l’Amazzonia, a causa sia della pandemia di COVID-19, sia dell’azione predatoria a cui è sottoposta profittando del particolare momento, ha spinto il Comitato direttivo della Rete ecclesiale panamazzonica (REPAM), di cui è presidente il card. Cláudio Hummes, a pubblicare il 18 maggio scorso un comunicato che invita l’intera società civile, la Chiesa cattolica, le confessioni e religioni che hanno a cuore la cura del creato, le istituzioni internazionali per i diritti umani, la comunità scientifica, gli artisti e tutti gli uomini di buona volontà a unire i propri sforzi. Siamo in «una situazione di emergenza che preoccupa enormemente», scrive il segretario esecutivo Mauricio López Oropeza, presentando il testo: «I popoli indigeni hanno un tasso di mortalità molto più alto del resto del mondo e della regione», perché hanno una protezione immunologica inferiore, minore accesso al sistema sanitario «e sono in molti modi abbandonati dallo stato». La REPAM «prende posizione», prosegue López, con un comunicato elaborato soprattutto grazie «alle informazioni che arrivano quotidianamente da una Chiesa impegnata, che si sta giocando la vita».

Documenti, 2020-11

Insieme alla tavola del Signore

Gruppo di lavoro ecumenico di teologi evangelici e cattolici in Germania

Le somiglianze raggiunte nella comprensione della Cena del Signore/Eucaristia e nel ministero tra le Chiese cattolica romana ed evangelica sono sufficienti per invitarsi reciprocamente a celebrarla insieme. Il Gruppo di lavoro ecumenico di teologi evangelici e cattolici (ÖAK) in Germania è giunto a questo parere in un nuovo studio, intitolato Insieme alla tavola del Signore. Prospettive ecumeniche nella celebrazione della Cena e dell’Eucaristia del Signore, pubblicato l’11 settembre 2019 dopo un’elaborazione decennale, che ha esaminato i risultati dei dialoghi ecumenici e dei più recenti approcci delle discipline bibliche e teologiche. Il Gruppo di lavoro, nello specifico, non appoggia «una nuova forma concordata di liturgia eucaristica al di là delle tradizioni cresciute nel corso della storia», ma ritiene si debba presupporre «il riconoscimento del battesimo come vincolo sacramentale della fede e come presupposto nella partecipazione».

Il tema, dato l’alto numero di famiglie interconfessionali, è particolarmente avvertito in Germania: nel 2018 la Conferenza episcopale cattolica ha affrontato la questione della comune partecipazione all’eucaristia per le coppie interconfessionali ed è entrata in conflitto con una minoranza interna e con la Santa Sede (cf. Regno-doc. 15,2018,479).

Documenti, 2020-9

La libertà religiosa nelle misure anti-contagio

Conferenza delle Chiese europee (KEK)

La Conferenza delle Chiese europee (KEK), comunità di 114 Chiese ortodosse, protestanti e anglicane dei paesi europei, attraverso il suo Gruppo tematico sui diritti umani ha pubblicato un documento in 14 punti in cui riflette sulla libertà di religione o di credo nel contrasto alla pandemia di COVID-19. S’intitola Libertà di religione o di credo durante la lotta contro la pandemia di COVID-19 ed è uscito il 24 aprile.

Tra le conclusioni elaborate, da un lato si afferma che «è importante riconoscere che il divieto di assemblee, comprese le funzioni, non è inteso come discriminazione e persecuzione religiosa», poiché «attualmente questa misura ha lo scopo di salvaguardare la vita umana, sia dei credenti sia degli altri membri della società». Dall’altro si precisa che queste limitazioni devono avere «una base giuridica, essere necessarie, idonee, ragionevoli e generalmente proporzionate», e «considerare il principio della parità di trattamento» per tutte le religioni. Perciò non si giustifica una «malintesa disobbedienza civile», dato che negli ordinamenti democratici vi è il diritto di appellarsi in sede legale.