A
Attualità
Attualità, 16/1976, 15/08/1976, pag. 342

SAE: quando si fa ecumenismo

G. T.

Leggi anche

Documenti, 2016-17

Sinodalità e primato nel primo millennio

Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa

L’eredità comune di principi teologici, disposizioni canoniche e pratiche liturgiche del primo millennio «costituisce un punto di riferimento necessario e una potente fonte d’ispirazione sia per i cattolici sia per gli ortodossi, mentre cercano di curare la ferita della loro divisione all’inizio del terzo millennio. Sulla base di questa eredità comune, entrambi devono riflettere su come il primato, la sinodalità e l’interrelazione che esiste tra loro possono essere concepiti ed esercitati oggi e nel futuro». Il documento Sinodalità e primato nel primo millennio: verso una comune comprensione nel servizio all’unità della Chiesa, firmato a Chieti il 21 settembre nel corso della 14a sessione plenaria della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, segnala il raggiungimento di un significativo accordo tra Chiesa cattolica e Chiese ortodosse sul rapporto tra il primato del vescovo di Roma e la sinodalità della Chiesa universale, attestando insieme la necessità e la fondatezza di un’espressione della comunione a livello universale.

Attualità, 2011-18

Simboli di una nazione. Il Risorgimento italiano e la Chiesa. Appunti su un tema storiografico

G. Turbanti
La celebrazione del 150° anniversario dell’unità italiana ha dato occasione negli scorsi mesi a numerose rivisitazioni di quello che è stato il processo di unificazione nazionale e a un rinnovato interesse della storiografia sull’argomento. Rivisitazioni tutt’altro che concordi, spesso anzi divergenti, che hanno anistoria mato dibattiti e discussioni intorno a un tema ancora capace di una forte presa sull’opinione pubblica. Si è trattato infatti di riandare a quel processo costitutivo dell’identità nazionale nel quale inevitabilmente si tendono a cercare, come in un imprinting genetico o piuttosto come in una colpa originale, i motivi di forza e di debolezza che il paese ha poi espresso nella sua anistoria successiva sino alle vicende di questi ultimi anni.
Attualità, 2010-2

Gabriele De Rosa (24.6.17-8.12.09): il respiro lungo e la profondità. Come nasce e vive uno storico

G. Tassani
Quando muore uno storico la sua grandezza è misurata non solo dalla vastità e profondità della sua opera ma anche, se non altrettanto, dalla sua biografia, cioè dalla ricchezza di esperienze, idee, contraddizioni, amicizie accumulate nella sua esistenza terrena. E questo è certamente il caso di Gabriele De Rosa, vero patriarca della storiografia italiana e guida imprescindibile di quella di ispirazione cattolica, scomparso l’8 dicembre scorso a Roma all’età di 92 anni. Nel ricordarlo chi scrive non può non far riferimento alla formazione di De Rosa come storico, come a un vero capitolo anch’esso di storia culturale e politica italiana, prima di passare, in diretta continuità, all’opera dello studioso e dell’imprenditore di cultura.